Mendrisiotto, il settore giovanile è in crisi?
- 8 giu
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Un’altra retrocessione: l’ennesima per una squadra del territorio più a sud della Confederazione.

Di: P.C.
Dall’introduzione della nuova regola — che prevede un tetto massimo di 3 giocatori stranieri convocabili per una partita nel campionato allievi gruppo campioni — le squadre del Mendrisiotto hanno registrato un netto calo nei risultati. Un calo probabilmente accentuato anche dalla presenza di ben tre squadre in una regione così ristretta.
Nella stagione 2024/25, la prima sotto il nuovo regolamento, l’impatto della riforma non si era ancora manifestato pienamente, come invece sarebbe avvenuto nella stagione appena conclusa (2025/26). Tanto che, in quell’annata, gli Allievi B del Mendrisio riuscirono a conquistare la finale di Coppa Ticino e, soprattutto, gli Allievi A del Chiasso centrarono la vittoria del campionato battendo il Bellinzona nella “piccola finale” disputata allo stadio Riva IV. Ancora oggi, questi rappresentano — in ordine cronologico — gli ultimi due trofei conquistati da un club momò.
La bufera, però, non ha tardato ad arrivare. Nella stagione 2025/26, una serie di retrocessioni ha accompagnato le squadre del Mendrisiotto verso una lenta uscita dal calcio regionale d’élite. In autunno sono arrivate le relegazioni del nuovo Raggr. Monte Generoso (ex Raggr. CCB) dalla Youth League C e quella del Chiasso negli Allievi B1; in primavera è stato il turno degli Allievi A del Raggruppamento Generoso e degli Allievi B del Mendrisio.
Quest’ultima retrocessione segna un cambiamento storico nel campionato Youth League, categoria Allievi B: per la prima volta dopo molti anni, nessun club di confine sarà presente nella competizione.
È tutta colpa della nuova regola? Troppo severa per realtà che, per forza di cose, attingono al bacino italico? Oppure la presenza di troppe squadre nello stesso territorio limita lo sviluppo e la valorizzazione dei giovani talenti? Finora abbiamo analizzato principalmente l’aspetto più concreto: i risultati. Ma questa situazione dovrebbe soprattutto accendere un campanello d’allarme per il futuro dei giovani emergenti della regione.




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